Grosseto - Area archeologica di Vetulonia

Area Archeologica di Vetulonia (GR)
Vie Case di Siena, s.n.c., 58043 Castiglione della Pescaia (GR) 
drm-tos.areavetulonia@beniculturali.it 
Tel. +39 0564 949587

Direttore Maria Angela Turchetti
mariangela.turchetti@beniculturali.it 

Riaperta al pubblico da sabato 11 luglio 2020.

Giorni, orari di apertura e modalità di visita dell'Area archeologica nazionale (Costa Murata, Costia dei Lippi, Via dei Sepolcri con le Tombe della Pietrera, del Diavolino, del Belvedere)

La località di Costa Murata, con i resti dell’abitato etrusco-romano della Città antica è visitabile dal lunedì alla domenica dalle ore 10.15 alle 18.30. Chiusura: martedì e venerdi.

Dalla Loc. Costa Murata, con prenotazione obbligatoria (tel. +39 0564 949587 - +39 335 1450622, dalle ore 13.00 alle 15-00 nei giorni di apertura) è possibile visitare il Tumulo della Pietrera (e/o del Diavolino), alle ore 11.00 e alle ore 16.00 tutti i lunedì, mercoledì, giovedì, sabato e domenica.
La visita alle tombe è riservata a un max di 5 persone, se non congiunti, per sessione​.
Ingresso gratuito.

Indicazioni generali per l’ingresso e la visita ai musei e aree archeologiche
È necessario seguire le indicazioni fornite dal personale di accoglienza e attenersi alle disposizioni di sicurezza:
• Rilevazione della temperatura a cura del personale e ingresso vietato in caso di febbre superiore a 37.5°. E’ prevista una postazione di misurazione della temperatura a Costa Murata.
• Ingresso con obbligo di mascherina
• Evitare assembramenti
• Lavare/igienizzare spesso le mani
• Rispetto della distanza interpersonale di almeno 1,50 mt.
• Non sostare negli spazi di passaggio
• Non toccare le superfici espositive

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L’antica città etrusca di Vetulonia dominava il Lacus Prile, ampio specchio d’acqua salmastra inserito nel sistema lagunare che si estendeva tra Vetulonia e Roselle, consentendo l’accesso al mare.

I primi insediamenti nell’area risalgono al IX sec. a.C. quando sulle alture circostanti si stanziarono gruppi forse legati a villaggi distinti o forse, come più probabile, ad un unico insediamento.
Tra il IX ed l'VIII sec.a.C. Vetulonia diviene un centro di primaria importanza grazie alla sua influenza nello sfruttamento dei vicini bacini metalliferi con contatti non solo con le altre città Etrusche, ma soprattutto con la Sardegna, l'Europa centrale e il mediterraneo orientale, come dimostrato dai prodotti 'esotici' d'importazione che compongono i corredi delle tombe a pozzetto degli inumati secondo l'uso che caratterizza questo periodo cronologico.
Tra la metà del VII e il VI sec. a.C., accanto alle caratteristiche tombe a fossa delimitate da circoli di pietre, vennero edificati i tumuli monumentali eretti lungo un asse viario, oggi comunemente indicato con il suggestivo nome di Via dei Sepolcri.

Ai lati della strada, che si apre nella macchia in prossimità del moderno centro abitato, sorgono alcune tombe considerate tra le più monumentali dell’architettura funeraria etrusca: la tomba della Pietrera e quella del Diavolino. Nella tomba della Pietrera sono state rinvenute alcune statue, che costituiscono uno dei pochi complessi scultorei di età orientalizzante (seconda metà VII sec. a.C.) scoperti in Etruria.

Risale forse al VI sec. a.C. la costruzione della cinta muraria, tuttora visibile nella parte più alta dell’attuale paese di Vetulonia, le 'mura dell'Arce' che, secondo una recente ipotesi, potrebbero costituire invece il podio di un edificio di culto, collocato dopo il IV sec. a.C. Questa costruzione, di cui si conservano scarsi resti, inglobati tra due alte costruzioni medievali, furono realizzate con paramenti esterni a blocchi di forma poligonale e pietrame di piccole dimensioni all’interno.

Nel corso del VI sec. a.C la rarefazione delle necropoli, in assenza di informazioni provenienti dall'abitato vetuloniese, hanno fatto supporre un declino di questo centro in favore delle due crescenti potenze costituite dalle vicine Roselle e Populonia, sebbene gli importanti ritrovamenti di Costa Murata segnalino una vasta area di culto con presenza di ricchissime suppellettili di ceramica provenienti dalla Grecia e da altre aree dell'Etruria.

La conquista romana sembrò avere effetti positivi sulla città di Vetulonia, come conferma la diffusa attività edilizia che attesta la ripresa di vita ed attività nel centro urbano. Numerose sono, infatti, le testimonianze delle fasi successive alla romanizzazione esemplificate nella realizzazione di nuovi quartieri abitativi: aree oggi indicate con il nome di Poggiarello Renzetti-Scavi di Città, Costia dei Lippi e Costa Murata.

La prima sorge all’esterno del moderno centro di Vetulonia ed accoglie un quartiere composto da edifici - botteghe ed abitazioni - che si affacciano su una via lastricata, il decumanus (III-I sec. a.C.).
Vie minori trasversali, partendo dalla strada principale, si dirigono verso il declivio, suddividendo l’abitato in isolati. Su queste vie si affacciavano abitazioni signorili quali la domus dei dolia, per il rinvenimento di numerosi orci interrati in alcuni dei vani dell’abitazione, utilizzati per contenere derrate alimentari o la 'casa di Medea' che doveva avere gli spioventi del tetto ornati da lastre in terracotta decorate con scene che si ispirano al mito di Medea, oggi esposte nel locale museo civico.
All’interno dell’odierno centro di Vetulonia è situata Costia dei Lippi dove il quartiere cittadino fiorente e vitale che qui esisteva in età ellenistica è testimoniato da resti di edifici che costeggiano una via lastricata fornita di marciapiede e di canalette per il deflusso delle acque piovane (III- I sec. a.C.).

Infine, una costruzione rettangolare, da identificare in una domus con atrio e cisterna centrale (fine I sec. a.C. - I sec. d.C.), è stata riportata alla luce nella soprastante area di Costa Murata.
La storia del territorio è documentata nel Museo Civico Archeologico di Vetulonia che ospita, secondo un ordinamento cronologico e topografico, reperti provenienti dai resti dell’abitato e dalle necropoli.


Vetulonia, Costa Murata dall'altoVetulonia, Tomba del DiavolinoVetulonia - Tomba della Pietrera, interno