Grosseto - Area archeologica di Roselle

Area Archeologica di Roselle
Via dei Ruderi, 46   58040 Roselle (GR)
Tel. +39 0564 402403
drm-tos.arearoselle@beniculturali.it 

Direttore Maria Angela Turchetti
mariangela.turchetti@beniculturali.it 

Giorni, orari di apertura e modalità di ingresso

Dal lunedì alla domenica ore 11.15 - 18.45. Chiusura biglietteria ore 18.
Chiuso: 1 gennaio e 25 dicembre

Apertura straordinarie serali con visite guidate gratuite.
Sabato 19 settembre ore 19-23, sabato 3 ottobre ore 19-22 e domenica 18 ottobre ore 19-23. Prenotazione obbligatoria.

Biglietti:
Intero 4,00 € Ridotto 2,00 €  Riduzioni e gratuità secondo le norme di legge previste per i musei statali.


Le regole di sicurezza per la visita da osservare nell’interesse di tutti:

  • È necessario evitare assembramenti e mantenere la distanza di sicurezza di almeno 1,50 mt, indossare la mascherina e utilizzare il gel igienizzante per le mani.
  • È prevista, all’ingresso, una postazione di controllo della temperatura.
  • È possibile, ma non obbligatorio, prenotare la  visita al numero +39 0564 402403 per evitare eventuali attese o code.
  • Sarà possibile accedere in piccoli gruppi (max. 15 persone) anche con guida, munita di microfono o altoparlante o equivalente, sempre nel rispetto della distanza di sicurezza.

Per ogni eventuale altra richiesta o per chiarimenti è possibile scrivere a drm-tos.arearoselle@beniculturali.it e/o prendere contatti con il direttore dell’area archeologica nazionale mariangela.turchetti@beniculturali.it

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L’Area archeologica di Roselle è situata a circa 10 km a nord di Grosseto, lungo la strada statale che dal capoluogo maremmano conduce a Siena. Il percorso all’interno dell’Area, di circa 2 km, consente di visitare, con l’ausilio di materiale informativo gratuito (schede didattiche in più lingue), i resti della città.

Situata in una posizione geografica particolare, su due colline (Nord e Sud) collegate da una valletta, Roselle dominava il versante sud-orientale del 'lago' Prile, via naturale di comunicazione con il mare e le città costiere, mentre il fiume Ombrone, presso la cui foce sorgeva la città, rendeva possibile il commercio con la Val d’Orcia e le città dell’Etruria interna.
Anche se sono attestate tracce di frequentazione di età preistorica e protostorica, Roselle venne organicamente abitata dalla prima metà del VII sec. a.C., come confermato dai resti di importanti muri di terrazzamento con alzato in mattoni crudi nell’area della collina Nord e dall’'edificio con recinto', recentemente interpretato come luogo di culto o sede del potere, localizzato nella valletta fra le due colline.
Nel VI sec. a.C. la città ebbe un notevole sviluppo come dimostra il principale complesso monumentale etrusco rosellano: la cinta muraria, lunga più di tre chilometri, visibile e fruibile per lunghi tratti. Ambedue le colline, recinte dalle mura, furono ampiamente urbanizzate: sulla collina settentrionale furono realizzati per lo più edifici privati ('casa dell’impluvium'); su quella meridionale si concentrarono, invece, strutture di tipo artigianale (forni).
La vita continua a Roselle anche in età classica ed ellenistica: la 'casa ellenistica' sulla collina Nord ed un edificio templare nel fondovalle costituiscono conferma dell’utilizzazione dell’area durante il V e IV sec. a.C.

Lo storico Tito Livio ricorda che nel 294 a.C. Roselle venne conquistata da Roma ad opera del console Lucio Postumio Megello. L’archeologia non documenta questa data e le testimonianze dei primi due secoli dopo la conquista sono scarse.
All’età imperiale risale la maggiore monumentalizzazione della città: di quest’epoca sono l’anfiteatro, il monumentale complesso forense, le basiliche sul lato settentrionale della piazza e le terme.
Nella tarda età imperiale, Roselle fu soggetta a decadenza e i complessi architettonici furono per lo più riutilizzati, alterandone conseguentemente l’aspetto e modificandone la funzione originaria. Nel V sec. d.C. fu sede vescovile e fra la fine del VI sec. d.C. e i primi decenni del VII d.C. fu interessata dalla conquista longobarda. Di questo periodo restano la chiesa, costruita sulle strutture delle terme imperiali, e il cimitero.
Nel 1138 una bolla di Papa Innocenzo II (1130-43) sancì il trasferimento della diocesi nel vicino centro di Grosseto, la cui esistenza è testimoniata fin dall’inizio del IX secolo. Il decreto determinò la fine della civitas di Roselle, che da allora, nominata come castrum, fu progressivamente abbandonata e si ridusse ad 'una solitudine selvaggia di pietre e di cespugli spinosi – tana della volpe e del cinghiale, del serpe e della lucertola – visitata solo dal mandriano e dal pastore….'. Così infatti la vide George Dennis, diplomatico ed erudito inglese del XIX secolo, in occasione di una visita in Maremma.


Mura arcaiche di Roselle (metà VI sec. a.C.)Mosaico della Domus di RoselleMosaico della Domus di Roselle-2BASILICA DEI BASSI GGArea archeologica RoselleArea archeologica Roselle - La collina nord e la domus romana in corso di scavo