Siena - Chiesa di Santa Maria degli Angeli detta "il Santuccio"

Chiesa di Santa Maria degli Angeli detta "Il Santuccio"
Via Roma, 69  53100 Siena
Tel. +39 0577 286143   +39 0577 41246
drm-tos.pinacoteca-si@beniculturali.it

Direttrice Elena Rossoni
elena.rossoni@beniculturali.it
Tel. +39 0577 281161

In ottemperanza alle disposizioni governative vigenti (DPCM del 23 luglio 2021), dal 6 agosto 2021 per accedere in tutti i luoghi della cultura della Direzione regionale musei della Toscana (musei, monumenti, aree archeologiche, parchi e giardini)​​ è obbligatorio esibire il Green Pass corredato da un valido documento di identità. Le disposizioni non si applicano ai bambini di età inferiore ai 12 anni e ai soggetti con certificazione medica specifica.
Per informazioni sul Green Pass https://www.dgc.gov.it/web/

Aperture straordinarie 2021

2 settembre: ore 16.00-20.00.

15 settembre: ore 9.00-13.00.

13 ottobre: ore 9.00-13.00.

10 novembre: ore 9.00-13.00.

Info tel. +39 0577 281161 e drm-tos.pinacoteca-si@beniculturali.it.

Ingresso gratuito

La Chiesa è visitabile su richiesta prenotando a: drm-tos.pinacoteca-si@beniculturali.it o al tel. +39 0577 41246. 

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La chiesa, che faceva parte dell’ex monastero agostiniano femminile di Santa Maria degli Angeli, fu eretta nel 1352 e poi ricostruita nel 1577 dal nobile architetto senese Annibale Bichi. Il nome “Santuccio” deriva dal fatto che i maggiori benefattori erano membri della nobile famiglia senese Santucci. In origine le monache del Santuccio vivevano di elemosina, della lavorazione dei bachi da seta, coltivavano la vigna posta sul retro del convento e ricevevano le doti di fanciulle di ricca famiglia che, accolte nel convento, decidevano di prendere i voti. Sull’altare maggiore si vede la grande tela con La Madonna, il Bambino e Santi iniziata da Francesco Vanni nel 1610, poi continuata da Ventura Salimbeni e conclusa Sebastiano Folli nel 1614. Le due opere ai lati dell’altare, la tela con Santa Cecilia che suona l’organo risalente al primo quarto del Seicento ed attribuita a Antonio Buonfigli e l’affresco con Il Concerto d’Angeli firmato da Ventura Salimbeni e datato 1612, richiamano la passione per la musica delle giovani agostiniane del Santuccio che suonavano e amavano dedicarsi al canto. Nella chiesa si conserva uno degli organi più antichi ancora esistenti, risalente al 1531 e modificato nel Seicento. Il ciclo di affreschi alle pareti, eseguito da Ventura Salimbeni, illustra sei storie della vita di San Galgano. Tra tutti gli episodi spicca la rappresentazione della Spada nella Roccia raffigurata già incastonata nel masso con il Santo inginocchiato in preghiera. Episodio, questo, che segna la fine della vita militare del Santo e l’inizio di quella eremitica. Nella chiesa del Santuccio si è custodita per lungo tempo la reliquia della Testa di San Galgano, conservata all’interno del prezioso reliquiario d’argento di Pace di Valentino oggi esposto presso il Museo dell’Opera del Duomo. Durante le soppressioni degli ordini religiosi, tra la fine del Settecento e la seconda metà dell’Ottocento, la chiesa non venne abbandonata, ma diventò un rifugio per le monache provenienti da altri monasteri. Agli inizi del Novecento le poche monache che abitavano ancora il convento furono trasferite in un altro monastero e l’edificio monastico adiacente venne adibito a scuola professionale.

Come arrivare alla Chiesa di Santa Maria degli Angeli detta "Il Santuccio"

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