Pistoia - Fortezza di Santa Barbara

Fortezza di Santa Barbara
Piazza della Resistenza  51100 Pistoia
Tel. +39 0573 24212
drm-tos.santabarbara@beniculturali.it

Direttore Stefano Aiello
stefano.aiello@beniculturali.it

Curatrice Sandra Tucci
sandra.tucci@beniculturali.it


Riaperta al pubblico dal 15 luglio 2020.

Giorni, orari di apertura e modalità di ingresso 
Ingresso  limitato a non più di 30 persone contemporaneamente.
Aperta dal martedì alla domenica dalle ore 8.30 alle ore 13.30.
Chiusura: lunedì, 1° gennaio e 25 dicembre salvo aperture straordinarie.
Ingresso gratuito.
Riaperta anche la mostra permanente “Fortezza d’acqua. L’energia idraulica nella storia dell’uomo”

Indicazioni generali per l’ingresso e la visita ai musei

È necessario seguire le indicazioni fornite dal personale di accoglienza e attenersi alle disposizioni di sicurezza:
• Rilevazione della temperatura a cura del personale e ingresso vietato in caso di febbre superiore a 37.5°
• Ingresso con obbligo di mascherina non fornita dal museo
• Lavare/igienizzare spesso le mani
• Rispetto della distanza interpersonale di almeno 1,5 m. all'esterno e all'interno del museo
• Non sostare negli spazi di passaggio e non creare assembramenti.



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La fortezza medicea di Santa Barbara costituisce un esempio significativo dell’architettura militare del Cinquecento, attorno alla cui realizzazione si intrecciano i nomi di Nanni Unghero, del Sanmarino e di Bernardo Buontalenti.
La costruzione della fortezza pistoiese si colloca nel quadro della politica territoriale di Cosimo I, ma le sue origini sono precedenti e risalgono ai primi decenni del Trecento, durante il dominio della Repubblica fiorentina; di questa stagione sono ancora ben leggibili alcuni elementi -come la grande torre centrale con funzioni di mastio- poi inglobati nella costruzione rinascimentale.
La nuova fortificazione fu iniziata nel 1543, per volere di Cosimo I, da Giovanni d’Alessio d’Antonio, detto Nanni Ungaro, e poi proseguita da un altro grande ingegnere militare del Cinquecento, Giovanni Battista Bellucci, detto il Sanmarino, ai quali si deve la definizione del quadrilatero interno, con i fronti bastionati articolati dai puntoni con le cannoniere.
Pochi decenni dopo, lo stesso Cosimo I affidò a Bernardo Buontalenti l’ampliamento della fortezza, che realizzò un grande bastione che rinserra la precedente fortezza; l’addizione buontalentiana ingloba planimetricamente il quadrilatero di Nanni Ungano, saldandosi alle mura della città e ponendo la preesistente fortezza su una specie di piedistallo, una vera e propria piazzaforte.
Dalla metà del Seicento, la fortezza pistoiese conoscerà un lento e graduale declino, per divenire poi caserma e carcere militare, ricorrendo infine nelle pagine più tragiche della vita cittadina. Nel 1944, durante la seconda guerra mondiale, vi furono fucilati quattro giovani pistoiesi.
Il Complesso Monumentale della Fortezza di Santa Barbara è uno dei luoghi le cui vicende sono maggiormente legate alla storia del Risorgimento pistoiese. La torre centrale della Fortezza, che ha costituito la prigione in cui sono stati rinchiusi i patrioti pistoiesi tra 1848-1850, conserva graffiti, scritte e disegni in carboncino nero e sanguigna rossa realizzati dai patrioti imprigionati.
Una lapide ricorda la fucilazione di Attilio Frosoni, patriota pistoiese giustiziato dagli austriaci il 29 giugno 1849.
Tra gli anni settanta e ottanta del secolo scorso è stato compiuto il restauro della imponente struttura fortificata, ad opera della Soprintendenza di Firenze.

Carta della qualità dei servizi - ultimo aggiornamento gennaio 2018.

Come arrivare alla Fortezza di Santa Barbara

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