Art Bonus

LogoArtBonusChiamata alle arti
MECENATI DI OGGI PER L'ITALIA DI DOMANI

L’Art bonus consente un credito di imposta, pari al 65% dell’importo donato, a chi effettua erogazioni liberali a sostegno del patrimonio culturale pubblico italiano.

DIVENTA ANCHE TU UN MECENATE!
Sostieni con l'Art Bonus gli interventi del Polo museale della Toscana:

Il progetto per le Nuove tecnologie per audience engagement e analisi dei pubblici del Museo Archeologico Nazionale di Firenze

Il restauro delle decorazioni parietali della Farmacia della Certosa monumentale di Calci - Pisa

Il restauro delle Fontane delle Residenze napoleoniche dell'Elba Palazzina dei Mulini e Villa San Martino, Museo Nazionale delle Residenze Napoleoniche - Portoferraio (LI)

Interventi conclusi con raccolte chiuse:

Ripristino dell'area arbustiva e dei viali del  Parco di Villa il Ventaglio di Firenze

Villa Medicea di Cerreto Guidi - (FI) Restauro arazzo Barberini del secolo XVII 

Museo Nazionale delle Residenze Napoleoniche dell'isola d'Elba - Portoferraio (LI) - Mostra: Napoleon! La collezione di stampe della Fondazione Livorno e la collezione dei soldatini della Fondazione CR di Firenze

Museo di Casa Vasari di Arezzo: Mostra "Giorgio Vasari tra Venezia e Arezzo. La Speranza ed altre storie dal Soffitto di Palazzo Corner Spinelli"

Museo Archeologico Nazionale di Firenze Offerta didattico formativa (Ex Soprintendenza Archeologia della Toscana)

Museo Archeologico Nazionale di Firenze Restauro della facciata del Museo


Chi effettua erogazioni liberali in denaro per il sostegno della cultura, come previsto dalla legge, potrà godere di importanti benefici fiscali sotto forma di credito di imposta.

Erogazioni liberali che danno diritto al credito.

Le erogazioni liberali effettuate in denaro che danno diritto al credito di imposta, devono riguardare gli anni di imposta a partire dal 2014 e devono essere riferiti ai seguenti interventi:
  • manutenzione, protezione e restauro di beni culturali pubblici;
  • sostegno degli istituti e dei luoghi della cultura di appartenenza pubblica (es. musei, biblioteche, archivi, aree e parchi archeologici, complessi monumentali, come definiti dall’articolo 101 del Codice dei beni culturali e del paesaggio di cui al Decreto Legislativo 22/01/2004 n. 42 ,) delle fondazioni lirico-sinfoniche e dei teatri di tradizione;
  • realizzazione di nuove strutture, restauro e potenziamento di quelle esistenti, di enti o istituzioni pubbliche che, senza scopo di lucro, svolgono esclusivamente attività nello spettacolo;

In sede di conversione del D.L. 83/2014, la misura agevolativa è stata estesa anche alle erogazioni liberali in denaro effettuate per interventi di manutenzione, protezione e restauro di beni culturali pubblici, laddove destinate ai soggetti concessionari o affidatari dei beni oggetto di tali interventi.

Le agevolazioni fiscali per erogazioni liberali destinate al sostegno dei teatri di tradizioni sono entrate in vigore con la legge 23 dicembre n.190 del 2014, e in questo caso le agevolazioni fiscali previste dall’Art bonus, si applicano per le erogazioni effettuate a partire dal 2015.

La legge di stabilità 2016 del 28 dicembre 2015, n. 208 ha stabilizzato e reso permanente l’ “Art bonus”, agevolazione fiscale al 65% per le erogazioni liberali a sostegno della cultura.

Soggetti beneficiari

Il credito d'imposta è riconosciuto a tutti i soggetti:

  • che effettuano le erogazioni liberali a sostegno della cultura e dello spettacolo previste dalla norma in commento, indipendentemente dalla natura e dalla forma giuridica.

Modalità di effettuazione

Analogamente a quanto previsto per altre erogazioni liberali in denaro, l'Agenzia delle Entrate ha stabilito che anche le erogazioni liberali in esame devono essere effettuate avvalendosi esclusivamente di uno dei seguenti sistemi di pagamento:

  • tramite banca (es. bonifico);
  • oppure tramite ufficio postale (es. versamento su conto corrente intestato al beneficiario);
  • oppure mediante gli altri sistemi di pagamento previsti dall'art. 23 del DLgs. 241/97, cioè mediante carte di debito, di credito e prepagate, assegni bancari e circolari.

In pratica, non possono beneficiare del credito d'imposta le erogazioni liberali effettuate in contanti, in quanto non offrono sufficienti garanzie di "tracciabilità".