Arezzo - Museo di Casa Vasari. "Giorgio Vasari tra Venezia e Arezzo. La Speranza e altre storie dal Soffitto del Palazzo Corner-Spinelli"

09/06/2018

Arezzo - Museo di Casa Vasari.

Giorgio Vasari tra Venezia e Arezzo. La Speranza e altre storie dal Soffitto del Palazzo Corner-Spinelli

Da venerdì 8 giugno al 9 settembre 2018  il Museo di Casa Vasari ospita la mostra “Giorgio Vasari tra Venezia e Arezzo. La Speranza e altre storie dal Soffitto del Palazzo Corner-Spinelli”, realizzata dal Polo museale della Toscana e dal Museo di Casa Vasari, con Munus / Mosaico, in collaborazione con le Gallerie dell'Accademia di Venezia.
Una straordinaria occasione per ammirare l’Allegoria della Speranza finalmente ricomposta ed esposta al pubblico per la prima volta. La tavola, formata da due dipinti complementari, La Speranza e il Suicidio di Giuda, era uno degli scomparti del soffitto dipinto a Venezia nel 1542 da Giorgio Vasari per Palazzo Corner – Spinelli.

L'occasione è davvero unica: a settembre, infatti, al termine della mostra, entrambe le opere, che erano state separate sin dal XVIII secolo, verranno trasferite ed esposte in Laguna, dove saranno ricongiunte agli altri scomparti, nella prossima ricomposizione del soffitto curata dalle Gallerie dell'Accademia di Venezia.

La tavola con la Speranza, recentemente acquistata dallo Stato per le Gallerie dell’Accademia con il contributo di Venetian Heritage e Venice in Peril Fund,  è stata restaurata insieme al Suicidio di Giuda, nelle collezioni del Museo di Casa Vasari dal 1981, dal Laboratorio di Restauro del Polo museale della Toscana. L'esposizione ad Arezzo, città natale dell'artista, rappresenta una tappa fondamentale di un lungo percorso di acquisizione, ricomposizione e restauro del ciclo pittorico vasariano.

La mostra, curata da Rossella Cavigli, Giulio Manieri Elia e Rossella Sileno, non celebra solo la ricomposizione dell’Allegoria della Speranza, finalmente riunita, grazie anche agli studi di Luisa Caporossi, e restituita alla collettività, ma ripercorre le travagliate vicende dell’intero Soffitto Corner-Spinelli, separato e disperso in varie collezioni italiane ed estere, anche attraverso un supporto didattico integrato da un video che invita il visitatore a immergersi nella sua complessa iconografia.

Giorgio Vasari eseguì le decorazioni del soffitto durante il soggiorno veneziano con la collaborazione di Cristoforo Gherardi e Battista Cungi, su commissione di Giovanni Cornaro, per una sala del palazzo che la famiglia aveva acquistato sul Canal Grande, la cosiddetta “Camera Nova”, in occasione della ristrutturazione della dimora da parte dell'architetto Michele Sanmicheli.

Il Soffitto Corner-Spinelli è molto vicino per tipologia e scelte iconografiche ai soffitti dipinti presenti nell’abitazione aretina del Vasari, da lui ideati e realizzati appena sei anni dopo il suo fondamentale soggiorno veneziano. Vasari, infatti, decorò riccamente le stanze del piano nobile della propria abitazione secondo un preciso programma di celebrazione del ruolo dell’artista, utilizzando riferimenti mitologici, biblici, e allegorie. Forte è dunque il legame tra l’opera oggi ricongiunta ed esposta e la dimora del pittore e architetto aretino che ne è l’autore.

Come Vasari stesso documenta, il soffitto di Palazzo Corner-Spinelli era composto da nove scomparti, raffiguranti «in uno di mezzo la Carità … in quattro quadri la Fede, la Speranza e la Giustizia e la Pazienza» con quattro putti recanti tabelle agli angoli. Il tema del Trionfo delle Virtù segue uno schema che prevede non solo la raffigurazione di esempi virtuosi ma anche dei loro contrari: la Speranza è infatti rappresentata con i suoi attributi tradizionali, la veste verde e l’àncora, richiamo alla Croce e simbolo della salvezza annunciata dalla colomba, accompagnata da Noè, il quale - abbracciando il simbolo della vite - dimostra la sua fede in Cristo. Sul lato opposto è Giuda, rappresentato nel suo atto estremo: Vasari lo dipinse, infatti, in maniera del tutto nuova, raffigurando un uomo dalla muscolatura possente sottolineata dalla tunica gialla, appeso al ramo di un albero con un cappio al collo mentre sta per suicidarsi. La sua intensa figura simboleggia quindi il contrario della Speranza, la Disperazione. Nei Tarocchi, del resto, la figura dell’Appeso o Impiccato rappresenta proprio il traditore per antonomasia.

Anche il Museo Aziendale Gori&Zucchi - Uno A Erre di Arezzo partecipa a questo evento presentando in mostra una raccolta di gioielli e preziosi realizzati nei propri laboratori nella seconda metà degli anni novanta del Novecento e allestita nella così detta “cucina” di Casa Vasari. La raccolta è ispirata ai gioielli del Rinascimento e alla produzione artistica di alcuni dei principali artisti dell'epoca, tra cui il Vasari stesso che nella sua formazione ebbe modo, come altri artisti suoi contemporanei, di avvicinarsi all'oreficeria, riproducendo i gioielli con una dovizia di particolari che tradisce la sua esperienza nell'arte orafa.

La mostra è realizzata dal Polo museale della Toscana con il Concessionario per la gestione dei servizi museali Munus / Mosaico, in collaborazione con le Gallerie dell'Accademia di Venezia e con il fondamentale contributo dello sponsor unico Sugar, che ha curato anche una sezione legata all'eleganza delle allegorie vasariane, dedicata alle creazioni di Alta Moda di Dolce & Gabbana. Inoltre è fondamentale il contributo giunto grazie a numerose erogazioni di mecenati tramite Art bonus, lo strumento del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo che a partire dal 2014 promuove le donazioni a favore del patrimonio culturale, incentivate da agevolazioni fiscali.

Ingresso:  Intero € 5,00 – ridotto € 2,50
Museo di Casa Vasari + Basilica di San Francesco e mostra + Museo Archeologico Nazionale: intero € 16,00 – ridotto € 10,50
Museo di Casa Vasari + Basilica di San Francesco + Museo Archeologico Nazionale: intero € 13,00 – ridotto € 7,50

Informazioni: 
+39.0575.354449
www.giorgiovasari-ticketoffice.it

Museo di Casa Vasari
Via XX Settembre, 55 – Arezzo
Tel. 0575 409040